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SABATO IL GRANDE GIORNO DEGLI OSTACOLI ALL’IPPODROMO CAPANNELLE CON LA GRAN CORSA SIEPI E LO STORICO STEEPLE CHASE DI ROMA

Frammassone_Ph_Garofalo_Sabato 19 gennaio all’ippodromo di Roma Capannelle va in scena l’appuntamento più importante dell’intera riunione invernale degli ostacoli (inizio corse ore 14.35). Il piatto forte è rappresentato dalla Gran Corsa Siepi di Roma (Gruppo 1 – 4100 metri – € 70.000 – ore 16.15) che per 65 anni ha regalato emozioni forti, istanti palpitanti, e rappresenta il massimo della selezione tra i saltatori. L’edizione 2013 può diventare la corsa dell’assoluta consacrazione di Frammassone (scuderia Eledy – fantino J. Vana Jr), due volte a bersaglio nel 2010 e nel 2011, alla ricerca del tris che lo porterebbe nella leggenda insieme a Spegasso. Un’edizione intrigante per il ritorno agonistico del grande campione (nella foto) che si misurerà contro il suo possibile successore ovvero Sol Invictus (F. Saggiomo – D. Fuhrmann), in grande ascesa. Ai nastri di partenza anche Branit (Sc. Siba – D. Columbu) il nome nuovo che arriva alla corsa in forma smagliante corroborata da successi che fanno status. C’è l’ospite Until I Win (Sc. Vocetka – J. Myska) che esige rispetto e che si fregia della griffe prestigiosa del trainer Josef Vana. C’è soprattutto lo squadrone del trainer Poalo Favero che gioca a tre punte con Cross Fade (Sc. Vama –J. Bartos), Frolon (Sc. Australia – R. Romano) e l’ultimo acquisto in terra di Francia ovvero Kamikaze de Teille (Sc. D’Altemps – D. Pastuszka).

Ad accompagnare il gruppo 1 romano anche il 124° Grande Steeple Chase di Roma – memorial Gen. Mario Argenton (Cross Country – Gruppo 3 – 4270 metri – € 30.000 – ore 14.35), la corsa più antica della capitale, antesignana delle attuali corse al galoppo. Sei i protagonisti: Age of Luck (Sc. Galaxie – J. Vana Jr), Crack Chichi (Sc. Australia – J. Bartos), Luxury Baby (A. Schileo – D. Fuhrmann), Nils (P. Favero), Pucon (A. Di Gesaro – S. Columbu) e Wan (Sc. Vama – R. Romano).
Per l’occasione una nutrita rappresentativa di soci del più antico sodalizio di canottieri della capitale, il Reale Circolo Canottieri Tevere Remo, capeggiata dal suo Presidente, “incontrerà” nell’occasione la più antica corsa ostacoli di Roma, rinsaldando nell’occasione il gemellaggio che lega il circolo all’ippodromo delle Capannelle. Lo storico Domenico Rotella, autore del volume “L’Ippica a Roma”, prima dell’inizio della riunione, illustrerà presso la Terrazza Derby gli albori dello storico appuntamento ostacolistico.

Sarà quindi un pomeriggio di festa per i saltatori con i giovani quattro anni che per la seconda volta provano lo steeple in vista del Premio Neni Da Zara in programma ai primi di. Nel programma di sabato anche quattro corse in piano, sulla pista all weather. C’è lo spazio per una condizionata sui 1500 metri con anziani di un certo spessore: Alabama Song, Marshade, Pistonesi, Pride and Joy, Rio Black e Scixerboa.

LA GRAN CORSA SIEPI E IL GRANDE STEEPLE CHASE DI ROMA: UN PO’ DI STORIA

Subito dopo la fine della guerra le corse dei cavalli tornarono ad essere un grande momento di aggregazione sociale e l’ippodromo Capannelle era una meta ambita al punto che esisteva un trenino (ricordato anche da Federico Fellini nel suo Roma) che dalla centralissima stazione Termini portava gli appassionati proprio davanti ai cancelli dell’ippodromo dove aveva il suo capolinea. La voglia di vivere un pomeriggio alle corse nell’ippodromo era cosi tanta che venne l’idea di regalare un grande evento agli appassionati non soltanto in primavera o in autunno ma anche in inverno. La Grande Corsa di Siepi di Roma colmò questa lacuna e immediatamente diventò, fu anche uno dei suoi scopi, momento di incontro agonistico ad alto livello tra la forma italiana e quella francese. Il successo fu immediato e trionfale, i francesi siglarono la prima edizione del 1948 con Oliba di proprietà di Raymond Mathé Dumaine e diverse altre edizione nel primo decennio. Le nostre migliori scuderie (allora quasi ogni degna scuderia in piano aveva dei cavalli anche in ostacoli) risposero colpo su colpo come la vittoria di Capestrano per i colori di Neni Da Zara che nella seconda edizione ristabilì da subito l’equilibrio. La Gran Corsa Siepi di Roma è la corsa di Spegasso che la vinse tre volte nel 1956-57 e 1960 per gli storici e blasonati colori della scuderia Mantova di Gino Mantovani, prima del suo eroico epilogo a 11 anni dopo aver tagliato da vincitore il traguardo del Grande Steeple Chase di Roma. Era il febbraio del 1962.

Il Grande Steeple Chase di Roma – Memorial Gen. Mario Argenton, vanta il primato di aver dato la primogenitura alle corse romane nel lontano 1854. La prima edizione della corsa di svolse giovedì 30 marzo sui terreni dei Prati Fiscali, al di là del ponte Nomentano ed al proprietario del fondo, tale Angelo Bernardini, venne corrisposta una indennità di 40 scudi romani. Nella riunione erano programmate le corse ad ostacoli su percorso lineare. La seconda corsa, quella sulle tre miglia, non è altri che la prima edizione del Grande Steeple Chase di Roma, il primo Gran Premio in ostacoli dell’ippica italiana. Il vincitore fu il visconte di Saint Roman, “attaché” dell’ambasciata francese a Roma, in sella a Pandolfo: un binomio che aveva già trionfato in corse steeple-chase e siepi a Chantilly e Versailles. Per la cronaca, il visconte vincerà poi anche la seconda edizione, però in sella a Auburn sui terreni di Cecchina.

“Per rendere più confortevole la permanenza di spettatori – si legge nel volume L’Ippica a Roma 1844 -1884 di Domenico Rotella – erano stati innalzati degli appositi palchi per le signore ed alcune tende per il buffet. Prezzi d’ingresso: due scudi le carrozze a due cavalli, sei scudiquelle a quattro, gratis gli appiedati. Notevole fu il servizio d’ordine impegnato. Per la fanteria erano presenti 3 ufficiali, 1 aiutante sotto-ufficiale, 2 marescialli, 3 sergenti, 6

caporali, 50 fanti; per la cavalleria c’erano 3 ufficiali, 7 brigadieri, 2 trombe, 39 dragoni. Furono ammirati i “treni” (ossia le carrozze al seguito) del duca Grazioli e del principe Torlonia.
Destò invece grande curiosità una carrozza a sei cavalli con dentro alcuni francesi addetti alla propria

ambasciata. I postiglioni portavano sul cappello fettucce e coccarde coi colori francesi ed in più una obsoleta parrucca incipriata”. La corsa approdò a Capannelle per la prima volta il 22 aprile del 1882. Vinse John Gallagher su Diavoletto. Il Grande Steeple di Roma rimase sulla via Appia fino al 1929 quando la sede venne sposta per alcuni anni a Tor di Quinto. Nel 1977 il ritorno nella definitiva location della pista di Capannelle, fatta eccezione per l’edizione del 1976 che si disputò a Maia Bassa in Trentino.

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