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LO SHOW DEGLI OSTACOLI CON LE PRIME CLASSICHE DELLA STAGIONE INVERNALE:SERICA CONQUISTA IL CRITERIUM D’INVERNO TAXE COMPRISE FIRMA LO STEEPLE CHASE DELLE CAPANNELLE

_38Q2069Binocoli puntati sabato 12 gennaio all’ippodromo Capannelle sulle prime due classiche della stagione invernale dedicata agli ostacoli. Serica ha conquistato il Criterium d’Inverno (siepi, gruppo 2, 3500 metri, 55.000 euro), la corsa che consacra i giovani cavalli di 4 anni con grandi ambizioni. L’allievo del trainer meranese Paolo Favero, con Raffaele Romano in sella, ha battuto di tre lunghezze Boris (proprietario Remo Romano) con Josef Vana in sella per il training di Ilaria Saggiomo. Terza moneta per Greenhall e Sylvain Mastain con la giubba di Roberto Salvadori e il training di Franco Contu.
La corsa ha visto trionfare per la prima volta i colori della storica Scuderia Mogog, di Alexandra e Axel Ambruschitz, fondata in Austria 70 anni orsono dal padre Victor Ambruschitz. I due coniugi coltivano questa passione sia come proprietari che come allevatori, impegnando i loro pupilli tra Merano, Pisa e la Repubblica Ceca. Imprenditori a Vienna dividono la loro vita tra la capitale austriaca e Santa Marinella, alle porte di Roma. Serica è entrato in scuderia solamente due settimane fa e alla luce dei fatti si è dimostrato un acquisto oculato regalando la più importante vittoria in ostacoli per il nuovo corso della scuderia Mogog.

L’altra corsa che ha nobilitato il pomeriggio romano è stato il 35° Steeple Chase delle Capannelle (gruppo 3, 4.200 metri, 30.000 euro) che ha visto primeggiare al termine di una serratissima volata finale Taxe Comprise e Josef Bartos. Un altro successo per il trainer Paolo Favero per i colori della Scuderia Vama di Renzo Dolzan. Secondo posto per giubba della scuderia Siba con Master Silvia e Davide Columbu in sella, che hanno preceduto Frolon della scuderia Australia con Raffaele Romano in sella. “Era una corsa molto aperta, tutti avevano possibilità di vincere – ha spiegato Favero – Taxe Comprise è sicuramente progredito come forma e ha sfruttato al meglio i 4.200 metri della corsa, congeniale come lunga distanza alle sue caratteristiche”. Sabato prossimo andrà in scena la giornata più importante della stagione invernale con la disputa della Gran Corsa Siepi e del Grande Steeple Chase – Memorial Generale Mario Argenton, la corsa più antica di Roma.

(Nella foto Raffaele Romano e Serica vincono il Criterium D’Inverno.
Foto: Hippogroup Roma Capannelle/Stefano Grasso)

CAPILISTA 2012: I MIGLIORI SI CONFERMANO AI VERTICI

Tante conferme nell’edizione 2012 dei Capilista dell’ippodromo Capannelle, la tradizionale premiazione che ogni anni Hippogroup Roma Capannelle organizza per celebrare i primi attori tra fantini, allenatori, allevatori e proprietari in base alle classifiche stilate unicamente sulla loro attività entro i confini dell’ippodromo.
Due le macro categorie in lizza: galoppo in piano ed in ostacoli, suddivise poi per allenatori, proprietari e fantini. Nella corse in piano la scuderia la Razza dell’Omo di Salvatore e Matteo Limata si conferma ai vertici tra le scuderie ribadendo una leadership che dura ormai da molti anni. Trenta vittorie su 346 corse disputate per la giubba rossoblu che precede un’altra “potenza” del galoppo romano come l’Allevamento La Nuova Sbarra di Sergio e Andrea Scarpellini (22 vittorie in 167 corse). Terzo posto per una new entry, la scuderia Chimax di Massimo Torchia, napoletano ma romano di adozione. La Razza dell’Olmo e la Chimax hanno ottenuto gli stessi piazzamenti anche nelle classifiche nazionali, proprio come il trainer di stanza a Pisa, Stefano Botti che con 73 vittorie (comprese molte corse di gruppo come il Premio Presidente della Repubblica con Crackerjack King) guida la graduatoria romana degli

allenatori per il secondo anno consecutivo. Alle sue spalle Attilio Giorgi (28 successi) e in ex aequo al terzo posto con 25 vittorie la società di allenamento della famiglia Di Dio e Gianluca Bietolini.
Si conferma ai vertici di tutte le classifiche, anche quella nazionale, il giovane fantino Cristian Demuro che a soli 20 anni conquista per la terza volta consecutiva il titolo di “primo della classe”, quest’anno con il record assoluto di vittorie in Italia (264) e con 101 successi solo sulla pista capitolina. Alle sue spalle Carlo Fiocchi (45 vittorie) monta numero uno della Razza dell’Olmo, seguito da un altro calibro forte dell’ippica tricolore come Fabio Branca (42 vittorie) che in tandem con Stefano Botti ha siglato alcune delle principali pattern della stagione romana.
Nelle corse in ostacoli il meranese Paolo Favero sbaraglia anche quest’anno al concorrenza sia nella classifica allenatori con 20 vittorie (dietro di lui Franco Contu a quota 7 e Josef Vana a 1) che in quella proprietari (12 centri) davanti all’Azienda Agricola Antezzate di Emilio Balzarini (4) e alla scuderia Vama di Renzo Dolzan (3). Tra i fantini Raffaele Romano riconquista lo scettro dopo aver abdicato lo scorso anno in favore di Dirk Fuhrmann. Undici vittorie sono sufficienti per tenere a distanza Dominik Pastuszka (5) e Davide Columbu, che divide il terzo posto con Fuhrmann (4).
Non sono mancati i premi speciali per le performance eccellenti: l’allevamento LSL della famiglia Luciani e l’allevamento Pian di Neve di Daniele Battilocchio sono stati premiati per la vittoria ex aequeo di Blu Constellation e Rosendhal nel Premio Aloisi, classica conclusiva della stagione autunnale a Capannelle. Riconoscimenti anche per l’allevamento Gialloblu di Massimo Marchetti e per Paolo Agostini (Scuderia Archi Romani) per gli importanti successi internazionali conquistati dai loro pupilli Luchy Chappy e Tullius. Il trainer Luigi Riccardi è stato premiato per i grandi risultati ottenuti con Noble Achy, Malagenia, Occhio della Mente e Principe Adepto. Luigi Polito (allenatore) e Giampiero Brotto (proprietario) per Vedelago, secondo nel Premio Parioli e miglior miler della generazione a due anni. A Daniele Zarroli il riconoscimento per l’ottimo training di Punta Stella, prima nel Premio Dormello e venduta all’estero, infine la scuderia Colle Papa di Mario Masini per il secondo posto di Saint Bernard nel Premio Ribot.

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