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Ippodromo Capannelle – comunicato stampa

L’ippica è selezione, grande emozione e spettacolo assoluto. Nel corso dell’anno, in tutto il mondo, sono in programma giornate che scandiscono i momenti più alti. In Italia il Premio Longines Lydia Tesio, in programma domenica 28 ottobre, rappresenta la selezione più alta per le femmine, impegnate in un confronto intergenerazionale sui 2.000 metri. Una corsa rosa dedicata alla grande Signora del turf italiano di tutti i tempi: Lydia Tesio molto più che la compagna di una vita del Mago di Dormello. Una pattern di primo livello insieme al resto del programma (inizio corse ore 14.30) che prevede il Premio Pandolfi per le femmine veloci di due anni, il Premio Scheibler per i tre anni sui 2000 metri e il Premio Nearco per i miler. Nella corsa clou della stagione (16.55) si rimette in gioco la vincitrice 2011, la meravigliosa Quiza Quiza Quiza (proprietario R. Cantoni – fantino D. Vargiu) reduce da una stagione da fiaba con i piazzamenti nei premi Presidente della Repubblica e Milano. Tenta invece un’incredibile “triplice corona” una cavalla eccezionale come Cherry Collect (Sc. Effevi – F. Branca), dopo il Premio Regina Elena e le Oaks vuole il terzo anello, il più difficile, per lei che è una tre anni, contro le anziane. Poi ancora le altre italiane come Etoile d’Argent (A. Lazzoni – M. Esposito), Oeuvre d’Art (La Nuova Sbarra – C. Demuro), Wedding Fair (Razza Latina – M. Barzalona). Molte e agguerrite, come al solito, le ospiti straniere che danno maggiormente dimensione elitaria alla corsa. Aquamarine (Sc. Wildenstein – T- Huet) ha corso il Premio Tesio milanese, Cartaya (Sc. Burg Eberstein – J.P. Spencer) ha vinto benissimo proprio a San Siro dove si è messa in luce anche Nova Hawk (T- Yoshida – O. Peslier) che adesso allunga la distanza. Opera Gal (J.C. Smith – J. Fortune) si destreggia benissimo, Sajjhaa è la portacolori della scuderia Godolphin della famiglia reale Al Maktoum, e infine Sortilege (Sc. Karlshof – A. Atzeni) che ha vinto una listed e si è piazzata in corse di gruppo. Non solo cavalle di rango, soprattutto fantini eccezionali, mai così tanti e tutti insieme: sfida tra Lanfranco Dettori e il francese Mickael Barzalona, ci sono anche “fruste” di primo livello come il magnifico Olivier Peslier, Jimmy Fortune e Jamie Spencer ci sono i nostri Cristian Demuro, Dario Vargiu, Mario Esposito e Fabio Branca.
Non solo Lydia Tesio, via libera alle femmine di due anni sui 1.200 metri del Premio Pandolfi (Listed – ore 15.45): Annistedda, Girl of the Rain, Grand Treasure, Poneifattu, Riapriamo le Ali, Sciollaia e l’ospite irlandese Lottie Dod. Il Premio Scheibler (Listed – 14.30) con i suoi 2000 metri è aperto ai tre anni: Wild Wolf il secondo del Derby, Romantic Wave, Bit of Hell, Benvenue, Dogma Noir, Jack Boy e Mawaal.

Nella foto in alto Cherry Collect, in basso Quiza Quiza Quiza (credito fotografico Hippogroup Roma Capannelle/Stefano Grasso)

PREMIO LONGINES LYDIA TESIO – LE SIGNORE DELL’IPPICA
OTTO PROTAGONISTE FESTEGGIATE NELLA 12 ͣEDIZIONE

Femminilità, eleganza e passione sono stati i temi dominanti del Premio Longines Lydia Tesio – Le Signore dell’Ippica, andato in scena giovedì 25 ottobre a Roma nella splendida sede di Palazzo Wedekind, con vista mozzafiato su Piazza Colonna. Otto le protagoniste del premio che celebra l’eccellenze al femminile legate al mondo del cavallo, provenienti dai settori più diversi.
A ricevere il tradizionale ferro di cavallo in argento personalità di spicco del mondo della tv come Milly Carlucci, che ha parlato della sua grande passione per questo mondo e della sua visita lo scorso all’Arc de Triomphe, una delle corse più importanti d’Europa. “Ho visto uno spettacolo vero, fatto di tecnica, forza ed eleganza. Ho visto la gente vibrare di emozione”. Dal piccolo schermo, ma con un grande amore per il cavallo, arriva anche Paola Saluzzi, popolare giornalista: “Il mio primo lavoro come giornalista è stato proprio quello di commentare Piazza di Siena. Ma la passione per il cavallo e lunghe passeggiate mi accompagna da quando sono bambina”. Quasi dovuto il premio ad Antonella Dallari, nuova presidente della Federazione Italiana Sport Equestri e prima donna a guidare una federazione sportiva nella storia del Coni: “Per me è un onore e una grande responsabilità, che accolgo con piacere e soddisfazione. Il nostro obiettivo sarà quello di creare la giusta organizzazione per mettere in condizione i nostri atleti di rendere al meglio”. Ancora dall’equitazione il premio è andato a Lucia Vizzini, caporale dell’Esercito, e atleta di punta azzurra. Sul palco un’altra campionessa dello sport, l’olimpionica di Windsurf Alessandra Sensini, nata in maremma e quindi legata tanto al mare quanto ai cavalli. Non potevano mancare eccellenze del mondo ippico come la proprietaria Cristina Scarpellini della blasonata scuderia La Nuova Sbarra e l’ex jocquette Alison Harper, oggi docente di tecnica di corsa e grooming alla scuola allievi fantini di Pisa. Premiata anche la scrittrice Rosa Mogliasso, autrice di un coinvolgente racconto ispirato alla first lady del galoppo italiano. A fare gli onori di cara i vertici di Hippogroup Roma Capannelle, il Presidente Tomaso Grassi e il Direttore Elio Pautasso, con il vice presidente di Longines Juan Carlos Capelli. L’azienda orologiera svizzera è per il secondo anno partner e cronometrista ufficiale dell’ippodromo romano. “Se possibile questa edizione è stata ancor più bella dello scorso anno – ha affermato Grassi durante la cerimonia – Ancora una volta una partecipazione qualificata che nobilita queste serate in memoria di Lydia Tesio. Una donna, che insieme al marito Federico, ha costruito i maggiori successi dell’ippica italiana”.
Svelata, come da tradizione, l’opera che ogni anno Hippogroup commissiona ad una artista di fama per celebrare l’evento e la corsa. Il dipinto di quest’anno porta la firma di Alessandra Giovannoni e come tutte le altre opere che compongono la collezione dell’ippodromo, è caratterizzato dalla croce rossa di Sant’Andrea che contraddistingue la giubba della Razza Dormello Olgiata – quella del grande Ribot, allevato da donna Lydia.

DAVIDE LIVERMORE E I DIARI DI DONNA LYDIA

Nella riunione di corse del 28 ottobre, in cui andrà in scena il Premio Longines Lydia Tesio, è stata inserita una prova dedicata alla famiglia Livermore. Davide Livermore, oggi apprezzato regista teatrale, è il nipote del caposcuderia dei Tesio dell’epoca di Ribot ed ha generosamente donato all’ippodromo Capannelle un prezioso ed eccezionale documento: i diari di Lydia Tesio dal 1915 al 1941. Circa duecento pagine di appunti e considerazioni della first lady del galoppo italiano, sulle prestazioni e lo stato di forma dei suoi cavalli. I Livermore in Italia nascono da Robert, che lasciò il Suffolk per imprecisati motivi: era di famiglia ricca, figlio di un Capitano di Lungocorso della Marina inglese. Robert partì squattrinato nel 1858 da Exning Newmarket, alla volta dell’Europa. Si fermò a Pisa, a Barbaricina, a lavorare con i cavalli e sposò Irene, giovane pisana che a causa del vaiolo, per i segni sul viso, era soprannominata, nella migliore cattiveria toscana: la pizzicata.
Il nonno di Davide Livermore, Roberto, figlio e nipote d’arte, (Palmiro suo padre ha montato per molti anni all’inizio del secolo lavorando fra gli altri con la scuderia Sir Roland), è stato seconda monta della Razza del Soldo, nel periodo di allievo fantino. In quegli anni Roberto ebbe il primo contatto con la Dormello Olgiata, chiamato da Federico Tesio in scuderia per un incontro, una sorta di provino. Roberto non dormì tutta la notte e, per l’emozione, non andò all’incontro: aveva 14 anni e montava da professionista da quattro. Per lui si apre una carriera lunga ma non lunghissima, a causa del peso, poi l’arrivo all’ippodromo Capannelle dal conte San Marzano come vice allenatore.
E’ di quegl’anni l’incontro con un ragazzino sardo che diventò prima suo allievo, poi il più grande di tutti: Gianfranco Dettori. Successivamente sbarca a Milano da Cumani. Il momento di vera collaborazione con la Dormello avvenne intorno al 1974 quando fu chiamato dal marchese Enrico Incisa della Rocchetta a ricoprire il ruolo di Caporale. Con Fedora Falconetti, la moglie, lavorò e visse nella mitica scuderia di via Ippodromo a Milano (quella degli anni dei successi di Nearco) e nella bellissima Bolgheri, fino al 1980, anno in cui il marchese Enrico spostò la sua attività nello Yorkshire. In quegli anni c’era anche Davide Livermore che giocava nel box di Ribot (lasciato vuoto), vedeva Tierceron e piangeva per la vittoria di Gay Lussac, e urlava alle vittorie di Mansfield nel Presidente della Repubblica.

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